chi dovrebbe essere responsabile della “sconfitta” dell’Italia dall’Europeo alle Qualificazioni Mondiali?

Un anno fa l’Italia era campione d’Europa, ed è stato molto convincente nel processo di conquista del titolo. Chi si sarebbe aspettato che sei mesi dopo gli Azzurri non potessero nemmeno qualificarsi ai Mondiali, hanno perso contro la Macedonia negli spareggi preliminari del mondo e hanno persino perso contro il Portogallo. Cosa c’è che non va in questo quattro volte egemone della Coppa del Mondo? Chi dovrebbe essere ritenuto responsabile del fallimento?

Il vantaggio dell’Italia è che può giocare alla pari contro qualsiasi squadra, il suo svantaggio è che può giocare alla pari solo contro qualsiasi squadra. All’Italia manca un attaccante che possa prendere una decisione definitiva e non c’è talento decente in attacco, il che rende gravemente carente la creatività della squadra in zona d’attacco. Grandi squadre hanno anche un capocannoniere in zona d’attacco, come l’Inghilterra Kane, il Portogallo Cristiano Ronaldo, Benzema e Mbappe della Francia, il Brasile ha Neymar, l’Argentina ha Messi e Law, Taro Martinez. Ma tutto ciò che l’Italia può inventare è Ciro Immobile.

Ma l’attaccante della Lazio ha segnato solo due gol nelle ultime 10 gare di qualificazione ai Mondiali, e ovviamente non è riuscito ad assumersi la responsabilità di segnare la squadra: il suo sostituto Andrea Belotti ha segnato un solo gol. L’inadeguatezza dell’attaccante ha disperso i punti dell’Italia, ma questo problema può essere affrontato nella partita di Coppa. Nella fase a gironi, dove la stabilità è estremamente necessaria, la debolezza offensiva della squadra si rivelerà appieno. In 10 Preliminari Mondiali l’Italia ha segnato solo 14 gol; non dire troppo, basti pensare alla sconfitta in Coppa dei Campioni contro l’Inghilterra, solo i “Tre Leoni” Kane ha segnato in questa partita di qualificazione 12 gol, confrontando beni con beni, si si può notare che la potenza d’attacco dell’esercito italiano è debole.

L’Italia non può produrre attaccanti, e in realtà non è solo colpa di Mancini: anche la sfiducia delle maggiori squadre italiane nei confronti degli attaccanti locali è il motivo principale. Il centro Vlahovic firmato a caro prezzo dalla Juventus quest’inverno è un serbo; i due veterani Giroud e Ibrahimovic di fiducia del Milan sono di Francia e Svezia; Dzeko e Lautaro Martinez dell’Inter sono di nazionalità bosniaca e argentina; Victor Osmeen del Napoli è un cavallo veloce dalla Nigeria; Tammy Abraham, che ha fatto irruzione a Roma in questa stagione, è un soldato britannico. Come può Mancini scegliere i soldati quando i principali tiratori delle potenze interne sono tutti soldati stranieri.

Certo, anche Mancini e i ragazzi della rosa devono assumersi alcune responsabilità: nelle due gare contro la Svizzera, potenza dello stesso girone, l’Italia ha potuto pareggiare solo con gli avversari: prima ha pareggiato 0-0 in trasferta, il pareggio 1-1, e le due sconfitte portano l’Italia sull’orlo dell’eliminazione. In entrambe le partite, l’Italia ha vinto con successo i rigori, ma Jorginho, il capo boia della squadra, ha perso l’occasione d’oro di uccidere la partita. In trasferta, un tiro in sospensione di Jorginho è stato parato dal portiere svizzero Jan Sommer; quando è tornato a casa, il suo tiro principale è stato vertiginoso. Pochi mesi fa ha affermato con civetteria di poter competere per il Pallone d’Oro, ma ha dimostrato che questo “maestro del merito” non ha avuto la capacità di resistere a enormi pressioni; le due occasioni mancate di Jorginho hanno fatto tornare l’Italia in montagna , dall’inizio alla diretta Qualificata; è diventato un “cavallo che cade” negli spareggi.

Certo, è irragionevole che una squadra forte vinca ripetutamente ai calci di rigore, la potenza offensiva dell’Italia ha grossi problemi. Partendo dal centrocampo, non ci sono giocatori in squadra in grado di fornire un rettilineo trasparente. I tre centrocampisti sono tutti laboriosi ma privi di visione e capacità di passaggio. Al suo posto possono prendere giocatori con capacità simili. Domenico Berardi, Federico Bernardeschi, Nicolò Zaniolo e gli altri ovviamente non bastano per prendere il pallone della bandiera offensiva della squadra.

Il problema offensivo dell’Italia è abbastanza ampio: per andare oltre in Coppa del Mondo, la “capitale difensiva” deve partire dalle squadre nazionali, dalla preparazione dei talenti alla tattica, tutte da migliorare. Benvenuto per lasciare i tuoi commenti. Se segui anche le partite di calcio o desideri acquistare maglie da calcio economiche e di buona qualità, visita direttamente qui:Maglia italia 2022

发布者:maglie calcio 2024

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